Marmellata, Confettura e Composta: Differenze e Caratteristiche
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Marmellata, confettura, composta: in italiano vengono spesso usati come sinonimi, ma per la legge sono tre prodotti diversi, con percentuali di frutta, ingredienti ammessi e usi distinti. Capirne le differenze aiuta a leggere meglio le etichette e a scegliere conserve di qualità.
Marmellata: solo agrumi, per legge
Secondo il D.Lgs 50/2004 (recepimento della direttiva CEE 2001/113) il termine "marmellata" è riservato per legge alle conserve di agrumi: arance, limoni, mandarini, pompelmi, cedri, bergamotti. Una "marmellata di fragole" o "marmellata di fichi", se chiamata così in etichetta, non rispetta la normativa.
La marmellata deve contenere minimo 200 g di frutta per kg di prodotto finito (20%). Sopra il 30% si parla di "marmellata extra".
Confettura: tutta l'altra frutta
La confettura è la conserva ottenuta da qualsiasi frutto non agrume: fragole, fichi, mirtilli, albicocche, prugne, mele, pesche. Può essere fatta con frutta intera, in pezzi o ridotta in purea.
- Confettura: minimo 350 g di frutta per kg di prodotto finito (35%).
- Confettura extra: minimo 450 g di frutta per kg di prodotto finito (45%). Significa più frutta, meno zucchero, sapore più intenso.
Le confetture extra Minnelea vanno oltre il minimo: usiamo 1.300 g di frutta per kg di prodotto finito (130%), perché la frutta in cottura perde acqua e quello che resta nel vasetto è la parte concentrata.
Composta: niente legge, più libertà
Il termine "composta" non è regolamentato. Significa che ogni produttore può usarlo come preferisce, anche se l'uso comune indica una conserva con una percentuale di frutta più alta (sopra il 65%) e meno zucchero rispetto a confettura o marmellata.
Una composta è generalmente più vicina al frutto fresco: cottura più breve, zucchero ridotto, conservazione più delicata.
Come riconoscere una conserva di qualità in etichetta
- Percentuale di frutta: sopra il 50% è già un buon segnale. Le confetture extra Minnelea hanno 130 g di frutta per 100 g di prodotto.
- Tipo di zucchero: zucchero di canna è preferibile allo zucchero raffinato per profilo aromatico.
- Pectine aggiunte: se in etichetta compare "pectina", la consistenza è ottenuta con additivi. Le confetture artigianali la ottengono dal tempo di cottura e dalla frutta stessa.
- Conservanti e coloranti: assenti nei prodotti di qualità.
- Origine del frutto: indicata in modo specifico (es. "fichi del Cilento") e non generica.
Le confetture extra Minnelea
Tutte le nostre conserve sono confetture extra. Sono lavorate sottovuoto a bassa temperatura in piccoli lotti, senza pectine, conservanti o coloranti.
Da provare:
- Confettura Extra di Fichi Bianchi dottati — premiata WineHunter Gold e Great Taste 2025
- Confettura Extra di Fragole — 130 g di frutta per 100 g di prodotto
- Marmellata Extra di Limoni — premiata WineHunter Gold
Domande frequenti
La "marmellata di fragole" è un errore di etichetta?
Sì, formalmente è scorretta. Il prodotto corretto si chiama "confettura di fragole".
Confettura extra è più sana di una normale?
Generalmente sì: più frutta significa meno zucchero per peso. Ma controlla sempre la lista ingredienti.
La composta si può usare in pasticceria?
Sì, ma la consistenza più liquida richiede aggiustamenti. Per crostate strutturate, la confettura extra è più indicata.