Dove si trova il Cilento? Mappa, storia e cosa lo rende unico
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Il Cilento si trova nel sud della Campania, in provincia di Salerno. È la grande area collinare e costiera che inizia a sud della piana di Paestum e arriva fino al golfo di Policastro, al confine con la Basilicata: circa cento chilometri di costa sul Tirreno e un entroterra di monti e borghi che culmina nel Monte Cervati, tra le vette più alte della Campania. Gran parte del territorio coincide con il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, patrimonio mondiale UNESCO dal 1998.
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Se l'avete cercato dopo aver visto una foto di Palinuro o un vasetto con scritto "Cilento" in etichetta, siete nel posto giusto: ecco dove si trova esattamente, come ci si arriva, che storia ha alle spalle e perché questa terra ha un legame così stretto con il cibo.
Il Cilento in breve
| Regione | Campania (parte meridionale) |
| Provincia | Salerno |
| Confini | Piana del Sele a nord, Basilicata a sud-est, Tirreno a ovest |
| Costa | ~100 km, dal golfo di Salerno al golfo di Policastro |
| Vetta principale | Monte Cervati (circa 1.900 m) |
| Riconoscimenti | Parco Nazionale (1991), UNESCO Paestum-Velia-Padula (1998), Riserva della Biosfera |
| Centri noti | Agropoli, Castellabate, Pollica, Pisciotta, Palinuro, Camerota, Vallo della Lucania |
Dove si trova esattamente (e come arrivarci)
Guardando la cartina della Campania, il Cilento è tutto ciò che sta sotto Salerno e la piana del Sele: un promontorio largo e montuoso che si allunga nel Tirreno tra due golfi. Non è una città né una provincia: è una regione storica, come le Langhe o la Maremma, fatta di decine di piccoli comuni.
In auto si arriva con l'autostrada A2 del Mediterraneo (uscite Battipaglia per la costa nord o Padula-Buonabitacolo per il Vallo di Diano) oppure con la statale litoranea. In treno, la linea Salerno–Reggio Calabria ferma ad Agropoli, Vallo della Lucania e Sapri. Gli aeroporti più vicini sono Salerno-Costa d'Amalfi e Napoli-Capodichino.
Cosa significa "Cilento"
Il nome viene dal latino cis Alentum, "al di qua dell'Alento", il fiume che sfocia vicino all'antica Velia. In origine indicava solo la fascia tra i fiumi Alento e Solofrone; nei secoli si è esteso a tutto il territorio fino a Sapri. Un nome geografico diventato identità.
Duemilacinquecento anni di storia in cinque tappe
I Greci: Poseidonia ed Elea. Nel VII-VI secolo a.C. i coloni greci fondarono qui due città straordinarie: Poseidonia — la Paestum dei templi dorici ancora in piedi — ed Elea, patria di Parmenide e Zenone e della Scuola Eleatica, uno dei capitoli fondativi della filosofia occidentale.
Lucani e Romani. Le popolazioni lucane conquistarono l'entroterra, poi Roma assorbì tutto: Paestum divenne colonia romana, Velia restò città di medici e studiosi.
Il Medioevo dei monaci e dei castelli. Dopo la caduta dell'Impero, il Cilento si riorganizzò intorno ad abbazie, borghi arroccati e castelli — da Castellabate ad Agropoli — mentre la costa subiva le incursioni saracene. Nel Vallo di Diano sorse la Certosa di Padula, tra i monasteri più grandi d'Europa.
Briganti ed emigranti. Nell'Ottocento il Cilento fu terra di moti risorgimentali e brigantaggio; tra fine Ottocento e Novecento, di emigrazione verso le Americhe. È il motivo per cui molti cognomi cilentani si trovano oggi a New York o in Argentina.
Ancel Keys e la dieta mediterranea. Nel dopoguerra il fisiologo americano Ancel Keys scelse Pioppi, frazione di Pollica, per studiare il legame tra alimentazione e longevità. Ci restò quarant'anni: da quelle ricerche nacque il concetto di dieta mediterranea, che l'UNESCO ha poi riconosciuto patrimonio immateriale dell'umanità. Non è un caso che sia successo proprio qui.
Paesi e borghi: come è fatto il Cilento
Il Cilento è un territorio di piccoli centri, ognuno con il suo carattere. Sulla costa: Agropoli con il borgo antico sul promontorio, Santa Maria di Castellabate (set di "Benvenuti al Sud"), Acciaroli e Pioppi nel comune di Pollica, Pisciotta sospesa tra ulivi e mare, Palinuro con il suo Capo e Marina di Camerota. Nell'entroterra: Vallo della Lucania, capoluogo di fatto, i borghi di pietra come Castelcivita e Roscigno Vecchia, e il Vallo di Diano con Padula e Teggiano. Le spiagge — dalla Baia del Buondormire alle calette di Camerota — sono il volto estivo di una terra che vive tutto l'anno di agricoltura.
Chi salta il passaggio della cottura parte da qui: confetture extra artigianali.
La terra e i sapori
Qui l'agricoltura non è folklore: è l'economia di sempre. Colline di ulivi secolari — come gli olivi pisciottani, varietà Pisciottana che cresce a picco sul mare — fichi della varietà Dottato stesi ad essiccare al sole di fine estate, orti di pomodori, melanzane e peperoni, legumi di montagna, vigne.
Alcuni di questi sapori li portiamo nei nostri vasetti: i fichi bianchi del Cilento diventano la nostra confettura di fichi bianchi Dottato, i pomodori maturati al sole il nostro Sugo Cilentano, preparato come vuole la tradizione del sugo della domenica. Assaggiarli è il modo più semplice di "visitare" il Cilento senza muoversi da casa.
Domande frequenti
In che regione si trova il Cilento?
In Campania, nella parte meridionale della provincia di Salerno.
Il Cilento è una città?
No: è una regione storica e geografica che comprende decine di comuni, da Agropoli a Sapri.
Qual è il mare del Cilento?
Il Tirreno meridionale, tra il golfo di Salerno e il golfo di Policastro.
Perché il Cilento è famoso?
Per i templi di Paestum, l'antica Velia, il Parco Nazionale patrimonio UNESCO, il mare di Palinuro e Castellabate e per essere la culla della dieta mediterranea studiata da Ancel Keys a Pioppi.
Cosa significa la parola "Cilento"?
Deriva dal latino cis Alentum, "al di qua del fiume Alento".
Quanto dista il Cilento da Napoli e Salerno?
Agropoli, la porta del Cilento, è a circa 50 km da Salerno e 100 km da Napoli.
La tradizione conserviera: perché qui si conserva da sempre
La ricchezza agricola di queste colline ha un rovescio che ne spiega la cultura alimentare: quasi tutto matura nello stesso momento e nessuno di quei frutti si conserva a lungo. Fichi, pomodori, melanzane, peperoni, agrumi hanno finestre di raccolta brevi e concentrate.
Da questo vincolo nasce un intero repertorio di tecniche domestiche, tutte pensate per portare l'estate oltre l'estate: l'essiccazione al sole su graticci di canne, la conservazione sott'olio dopo acidificazione in aceto, la cottura della frutta con lo zucchero, l'imbottigliamento della passata a fine agosto.
Non era gastronomia, era necessità. La conserva serviva a non perdere il raccolto in un'economia in cui perderlo significava mangiare meno d'inverno. Il fatto che oggi quelle stesse preparazioni si comprino per il gusto e non per la sopravvivenza non ne cambia la tecnica: la logica di una confettura o di un sott'olio è rimasta quella delle case rurali, ed è il motivo per cui i laboratori artigianali che lavorano in piccoli lotti ottengono risultati diversi dalla produzione industriale.




