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Omaggi natalizi a dipendenti e clienti: le regole fiscali prima di scegliere il regalo

Due regole diverse, e chi le confonde paga. Un cesto natalizio a un dipendente e lo stesso cesto a un cliente seguono due binari fiscali separati: il primo entra nei fringe benefit (art. 51, comma 3, TUIR, soglia 1.000 € o 2.000 €), il secondo nelle spese di rappresentanza (art. 108, comma 2, TUIR, soglia 50 € per omaggio). E dal 2025 entrambi sono deducibili solo se pagati con mezzi tracciabili. Ecco i numeri, prima di scegliere il regalo.

Omaggi ai dipendenti: la soglia è 1.000 €, o 2.000 con figli a carico

I beni e servizi ceduti al dipendente non concorrono a formare reddito da lavoro fino a 1.000 € annui per la generalità dei lavoratori, e fino a 2.000 € per chi ha figli fiscalmente a carico. È il regime dei fringe benefit dell'articolo 51, comma 3, del TUIR, confermato per il triennio 2025-2027.

Tre dettagli che contano più della soglia:

  • Il limite è annuo e cumulativo. Nel conteggio rientrano anche i rimborsi delle utenze domestiche, dell'affitto e degli interessi sul mutuo prima casa. Il cesto di Natale si somma a quello che è già stato dato durante l'anno.
  • Superare di un euro fa saltare tutto. Se il totale eccede la soglia, non diventa imponibile l'eccedenza: diventa imponibile l'intero importo. È la ragione per cui un regalo aziendale ben calcolato vale più di un regalo generoso.
  • La soglia maggiorata va richiesta. Il lavoratore con figli a carico deve dichiararlo al datore di lavoro indicando i codici fiscali; la dichiarazione vale per l'intero periodo d'imposta.

Omaggi ai clienti: sotto i 50 € cambia tutto

Per i beni destinati a clienti e fornitori il discrimine è il valore unitario di 50 €:

Valore unitario Deducibilità IVA sull'acquisto
fino a 50 € integrale, senza erodere il plafond di rappresentanza detraibile
oltre 50 € rientra nel plafond delle spese di rappresentanza indetraibile

I riferimenti sono l'articolo 108, comma 2, del TUIR per le imposte dirette e l'articolo 19-bis1, lettera h, del DPR 633/1972 per l'IVA. Il valore da guardare è quello del singolo omaggio consegnato: una confezione da più pezzi conta come un bene unico, non come la somma dei suoi vasetti.

La regola nuova che fa perdere la deduzione: il pagamento tracciato

Dal 2025 le spese di rappresentanza e quelle per omaggi sono deducibili dal reddito d'impresa e ai fini IRAP solo se pagate con mezzi tracciabili: bonifico, carta di debito o di credito, e gli altri strumenti dell'articolo 23 del D.Lgs. 241/1997. Il contante fa perdere la deduzione per intero, anche quando tutto il resto è in regola. Vale la pena dirlo a chi materialmente compra i regali in azienda, perché è l'errore più facile da fare e il più caro.

Le tre domande da farsi prima di ordinare

  1. A chi va? Dipendente o cliente: sono due regimi diversi, e lo stesso cesto si tratta in due modi.
  2. Quanto vale il singolo omaggio? Non la spesa totale: il valore di quello che riceve una persona.
  3. Come lo pago? Se la risposta è contante, la deduzione è già persa.

Un avviso che ci teniamo a dare. Questa è una sintesi delle regole generali, non una consulenza. Le soglie cambiano con le leggi di bilancio e ogni situazione ha le sue particolarità — forma giuridica, regime contabile, natura del rapporto con chi riceve. Prima di chiudere l'ordine, fai controllare i numeri al tuo commercialista: sono cinque minuti che valgono la deduzione.

Come si traduce sulla scelta del regalo

Sul piano pratico la soglia dei 50 € per omaggio orienta più di quanto sembri: un vasetto singolo con biglietto (da 4,00 €), un kit da quattro vasetti (26,90–28,90 €) e uno da sei (34,90–40,00 €) restano tutti sotto quel confine, mentre le confezioni grandi lo superano e vanno nel plafond di rappresentanza. Le fasce complete, con quello che contengono e i tempi di consegna, sono nella pagina dei regali aziendali di Natale gastronomici.

Se stai ancora decidendo il tipo di regalo più che il budget, la guida alle confezioni gourmet personalizzabili parte dall'altra estremità: cosa mettere dentro.

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