Produits Minnelea pour cette recette
Les confitures utilisées dans cette recette.
• I semi dell'uva contengono tannini amari: finché restano interi cedono pochissimo, ma se li rompi con il frullatore a immersione o li lasci sobbollire a lungo il retrogusto allappante non se ne va più. Regola: mai il minipimer in una pentola con i semi, e semi fuori entro i primi dieci minuti.
• Le bucce portano colore, pectina e struttura, e nell'uva nera il colore sta tutto lì: se le elimini resta una confettura grigio-rosata. Dopo il passaverdure recuperale, falle sobbollire dieci minuti nella purea e poi toglile.
• Tre metodi validi per semi e bucce: tagliare gli acini a metà e togliere i semi con la punta di un coltellino (30-40 minuti al chilo, ma controllo migliore e pezzi di frutto riconoscibili); precottura di 6-8 minuti con due dita d'acqua finché scoppiano e passaverdure con disco fine da 2-3 mm; sbollentare 30 secondi e pelare, che ha senso solo con bucce spesse e fa perdere pectina.
• Confettura o gelatina d'uva: nella confettura resta la polpa, nella gelatina si cuoce brevemente l'uva, si lascia colare il succo attraverso una tela e si cuoce con lo zucchero soltanto quel succo limpido. Non strizzare mai la tela: ogni pressione intorbidisce. Lascia colare almeno quattro ore, meglio tutta la notte; la resa scende intorno al 60 per cento e, poiché filtrando le bucce si perde pectina, servono 10-15 minuti di cottura in più.
• Pectina: l'uva sta a metà classifica, meno di mela e cotogna, più della fragola, e quella matura da sola raramente basta. Non serve lo zucchero gelificante: tieni da parte il 10 per cento del peso in acini acerbi e verdi, quelli che ogni grappolo porta con sé, oppure usa una mela acidula intera con la buccia per ogni chilo. Insieme al succo di limone, che abbassa il pH fino al punto in cui la pectina gelifica, è abbastanza.
• Prova del piattino freddo: metti tre piattini in freezer prima di iniziare, versa mezzo cucchiaino di confettura sul piattino gelato, aspetta 60 secondi e spingi con il dito. Se resta una grinza è pronta, se cola come sciroppo prosegui 5 minuti e ripeti con un piattino nuovo. Il termometro (104-105 °C) qui funziona peggio che con le confetture classiche, perché con poco zucchero il punto di ebollizione si abbassa e si finisce per stracuocere: fidati del piattino e ricorda che l'uva addensa ancora parecchio raffreddandosi.
• Macerazione e formato di lavoro: le 3 ore a temperatura ambiente, o tutta la notte in frigorifero, non sono conteggiate nei tempi indicati; lo zucchero si scioglie prima di accendere il fuoco, quindi si cuoce meno e si conserva più aroma. Non lavorare più di 2 chili per volta, perché le quantità grandi cuociono troppo a lungo e perdono aroma, e usa una pentola larga e bassa: più superficie di evaporazione, meno minuti di cottura.
• Varietà: l'uva bianca da tavola (Italia, Victoria) dà un risultato dorato con un fondo quasi di miele; l'uva nera da tavola (Red Globe, Michele Palieri) dà colore, tannino e aroma più profondo; l'uva da vino ha troppi semi rispetto alla polpa e conviene solo in miscela; l'uva senza semi è la più comoda ma la meno interessante, con meno aroma e meno pectina. Non usare mai acini già in fermentazione: l'odore alcolico o acetico non se ne va con la cottura.
• Errori frequenti: il frullatore a immersione, troppo zucchero (il 30-35 per cento basta se si invasetta con igiene), il limone dimenticato, i 15 minuti di cottura di troppo che danno una confettura brunastra e gommosa, il prodotto caldo versato in vasetti freddi e le bucce dell'uva nera buttate via.
• Conservazione: sterilizza i vasetti prima, a 90 °C in lavastoviglie o 20 minuti in forno a 120 °C, con capsule sempre nuove. Riempi fino a 5 mm dal bordo, pulisci il bordo con un panno imbevuto di acqua bollente, chiudi subito e capovolgi 10 minuti oppure pastorizza 10 minuti in acqua bollente. Chiusi e al buio durano 8-12 mesi; aperti vanno in frigorifero e si consumano in 3 settimane, il prezzo onesto di poco zucchero e nessun conservante. All'apertura la capsula deve fare clac: se non lo fa, butta il vasetto.
• Allergeni: nessuno. Solo frutta, zucchero e succo di limone, senza glutine, senza latticini e senza frutta a guscio.
• Varianti: un rametto di rosmarino con l'uva nera o mezza bacca di vaniglia con l'uva bianca, aggiunti solo negli ultimi 5 minuti e tolti prima di invasettare. Tre quarti di uva nera da tavola e un quarto di uva da vino danno colore e profondità. Metti da parte un vasetto fino a dicembre: dopo due mesi la confettura di uva diventa più rotonda.
• Abbinamento: sul pane va benissimo, ma è accanto ai formaggi stagionati che dà il meglio, perché lo zucchero basso e il tannino leggero della buccia fanno quello che l'agrodolce deve fare con grasso e sale. Ottima con pecorino stagionato, caciocavallo maturo, erborinati e caprini a pasta dura. Un cucchiaino per porzione: deve accompagnare, non coprire.
• Minnelea non produce una confettura di uva: i vasetti collegati qui sono i più affini per profilo dolce-acido e per l'uso accanto al formaggio.
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Una ricetta Minnelea costruita intorno alla frutta di stagione del Cilento: nel nostro laboratorio le confetture si fanno con cottura sottovuoto a bassa temperatura, dove l'acqua evapora senza che il frutto arrivi mai a 100 °C, con frutta vera e una lista di ingredienti corta.