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Piatto di spaghetti al pomodoro con foglie di basilico fresco, accanto al vasetto aperto di sugo al basilico Minnelea

Come diventare food influencer e quanto si guadagna

Un food influencer pubblica contenuti di cucina e ha un pubblico che segue i suoi consigli. Per diventarlo servono un tema preciso, un formato che sai ripetere e una frequenza che reggi per mesi. Il guadagno arriva dopo, da collaborazioni con i marchi, link affiliati e prodotti tuoi.

Da dove partire: tema, formato e frequenza

Scelta Esempi Cosa evitare
Tema Colazioni pronte in dieci minuti, cucina con le conserve, primi della domenica, dolci senza bilancia Un tema largo come «ricette», che nessuno ricorda
Formato Video verticale di poco più di un minuto, carosello con i passaggi, ricetta lunga sul blog Cambiare formato ogni settimana
Frequenza Due o tre contenuti a settimana, sempre negli stessi giorni Pubblicare dieci contenuti in una settimana e poi fermarsi un mese

Il tema stretto conta anche con i marchi. Un'azienda che fa conserve cerca chi cucina con le conserve, più di chi pubblica un po' di tutto.

Crostata morbida ai fichi su un piatto bianco, accanto al vasetto aperto di confettura extra di fichi Minnelea con un cucchiaino

Quanti follower servono?

Non c'è un numero minimo. Con i link affiliati contano le vendite: anche un profilo con poche migliaia di follower può portare ordini, se chi lo segue si fida. Per le collaborazioni pagate le aziende guardano prima commenti, salvataggi e condivisioni, poi il numero dei follower.

C'è però una soglia che cambia le regole. Chi ha almeno 500.000 follower, o un milione di visualizzazioni medie al mese su una piattaforma, per l'AGCOM è un influencer rilevante. Deve iscriversi a un elenco e seguire il codice di condotta della delibera 197/25/CONS.

Quanto guadagna un food influencer

Non esiste un listino. Una collaborazione pagata si tratta caso per caso, e il prezzo cambia con il pubblico, il formato e l'uso che il marchio fa del contenuto. Le entrate che puoi calcolare prima sono quelle dei link affiliati.

Entrata Come si calcola Esempio
Link affiliati Una percentuale sul valore degli ordini Con il 15%, dieci ordini da 30 € fanno 45 €
Collaborazione pagata Una cifra fissa per contenuto, decisa con il marchio Dipende dalla trattativa
Strumenti delle piattaforme Le regole di Instagram e TikTok, con requisiti di follower e visualizzazioni Li trovi nella guida su Instagram e TikTok
Prodotti tuoi Ricettari, corsi di cucina, laboratori La differenza fra il prezzo che decidi tu e i costi
Prodotti in omaggio Nessun compenso 0 €, ma il contenuto va dichiarato

Chi vive di questo lavoro di solito mette insieme più entrate. I link affiliati sono il punto di partenza più semplice, perché non serve una trattativa con il marchio.

Tiramisù al limone in un bicchiere, con strati di crema e marmellata, accanto al vasetto aperto di marmellata di limoni Minnelea

Come lavorare con i marchi

Le prime collaborazioni arrivano spesso da un buon contenuto su un prodotto che usi già. Prima di scrivere a un'azienda, prepara tre cose.

  • Una pagina con i tuoi numeri. Follower, visualizzazioni medie, età e città di chi ti segue, e i contenuti che hanno funzionato meglio.
  • Una proposta precisa. Una ricetta, un tagliere o una serie di video: l'azienda capisce subito cosa riceve.
  • Un accordo scritto. Numero di contenuti, date, diritti d'uso, compenso e tempi di pagamento.

Per scegliere un programma di affiliazione ci sono sette cose da controllare. Le trovi nella guida ai programmi di affiliazione nel food, con la domanda da fare all'azienda.

Cosa dice la legge

Un contenuto con un compenso, un link affiliato o un prodotto regalato è pubblicità, e va segnalato. Le linee guida AGCOM, obbligatorie per gli influencer rilevanti, chiedono «Pubblicità» o «ADV» prima del tasto «altro». Nei video la dicitura va anche in sovrimpressione. Per l'AGCOM il tag al marchio o la formula «in collaborazione con», da soli, non bastano. Per gli altri profili vale la Digital Chart dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, e «ADV» all'inizio va bene in tutti e due i casi.

I guadagni si dichiarano. Da privato, se lavori ogni tanto, fai una ricevuta per prestazione occasionale e metti il compenso nella dichiarazione dei redditi. Con un'attività abituale serve la partita IVA, e il confine lo valuta il tuo commercialista.

Il nostro programma per food creator

Facciamo confetture, marmellate, creme, sott'oli e sughi, e cerchiamo food creator che li usino nelle loro ricette. Nel programma di affiliazione Minnelea ti paghiamo il 15% di quello che chi ti segue spende in prodotti, IVA inclusa. Su una spesa di 30 € ti spettano 4,50 €.

L'iscrizione è gratuita e la guardiamo a mano, una per una. Non spediamo campioni in automatico: se hai un pubblico che segue i tuoi contenuti di cucina, puoi chiederne uno dalla pagina del programma.

Le basi, con i conti in euro, sono in marketing di affiliazione: cos'è e come funziona.

Domande frequenti

Quanto guadagna un food influencer?

Dipende dal pubblico, dal formato e da quante entrate mette insieme. Con i link affiliati il conto è più semplice. Con il nostro 15%, un kit da 80 € venduto con il tuo link ti porta 12 €.

Serve la partita IVA per fare il food influencer?

Per iniziare no, se i guadagni sono occasionali: fai una ricevuta e li indichi nella dichiarazione dei redditi. Quando il lavoro diventa abituale serve la partita IVA, e il confine lo valuta il tuo commercialista.

Meglio Instagram, TikTok o un blog?

Dipende dal formato che sai fare meglio. I social fanno crescere il pubblico, mentre il blog tiene le ricette nei motori di ricerca per anni. Molti usano un social e un blog insieme: ne parliamo in come guadagnare con un blog di cucina.

Un campione gratuito va segnalato come pubblicità?

Sì, anche senza link e senza compenso. Per i campioni che mandiamo noi chiediamo di scrivere #adv all'inizio del contenuto.

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