Olio extravergine di oliva del Cilento Minnelea

Green Gold: A Journey Through Olive Oil History

L'olio di oliva accompagna le civilta del Mediterraneo da almeno 6.000 anni. Prima ancora di essere un alimento, e stato combustibile per le lampade, unguento per il corpo, merce di scambio, simbolo religioso. Nessun altro prodotto alimentare ha avuto un ruolo cosi ampio nella storia umana.

Ripercorrere la storia dell'olio significa attraversare le grandi civilta del mondo antico — dai Fenici ai Greci, dai Romani al Medioevo — fino ad arrivare al Cilento di oggi, dove gli oliveti millenari producono ancora olio come facevano i coloni greci venticinque secoli fa.

Le Origini: Mesopotamia e Medio Oriente

Le prime tracce di coltivazione dell'olivo risalgono a circa 6.000 anni fa, nell'area tra la Siria, la Palestina e l'Anatolia (l'attuale Turchia). L'olivo selvatico (oleastro) cresceva spontaneo in tutta l'area mediterranea orientale; fu in Medio Oriente che l'uomo comincio a coltivarlo e a spremerne i frutti.

Le tavolette sumere e babilonesi menzionano l'olio gia nel III millennio a.C. — non come alimento, ma come prodotto cosmetico, medicinale e rituale. L'olio d'oliva era un bene prezioso, riservato alle classi dominanti e ai templi.

I Fenici, grandi navigatori e commercianti, furono tra i primi a diffondere la coltivazione dell'olivo lungo le coste del Mediterraneo: Nord Africa, Spagna, Sicilia, Sardegna.

La Grecia: L'Olivo Sacro

Per i Greci l'olivo era sacro. Il mito racconta che Atena dono un olivo alla citta di Atene, vincendo la sfida con Poseidone per il patronato della citta. L'olivo rappresentava pace, saggezza, prosperita.

L'olio nella Grecia antica aveva molteplici funzioni:

  • Alimentazione — Condimento principale della cucina greca
  • Illuminazione — Le lampade a olio erano la fonte di luce artificiale
  • Igiene — Gli atleti si ungevano il corpo con olio prima delle gare e dopo il bagno
  • Commercio — L'olio era una delle merci piu scambiate nel Mediterraneo greco
  • Premi — Ai vincitori delle Olimpiadi antiche venivano donati anfore di olio d'oliva

I Greci nel Cilento

Quando i coloni greci fondarono Elea (oggi Velia) intorno al 535 a.C. e Poseidonia (Paestum) nel VII secolo a.C., portarono con se la cultura dell'olivo. Il Cilento, con il suo clima mite, il terreno calcareo e le colline esposte al sole, si rivelo un territorio ideale.

Gli oliveti che oggi vediamo a Pisciotta, con i loro tronchi millenari, discendono direttamente da quelle prime piantumazioni greche. Per approfondire: Olivi Pisciottani: L'Oro Verde Millenario

Roma: L'Olio come Industria

I Romani trasformarono l'olivicoltura da pratica agricola a vera industria. L'olio di oliva divenne un bene di prima necessita: ogni cittadino romano ne consumava in quantita.

L'Impero Romano organizzo la produzione su scala:

  • Latifondi olivicoli in Hispania (Spagna), Nord Africa e Italia meridionale
  • Frantoi industriali con presse a leva e a vite
  • Trasporto marittimo in anfore standardizzate — il Monte Testaccio a Roma e una collina artificiale formata dai frammenti di milioni di anfore olearie
  • Classificazione — I Romani distinguevano gia tra olio di prima spremitura (il migliore), seconda spremitura e olio lampante (per le lampade)

L'Italia meridionale — Campania, Calabria, Puglia — era una delle aree di produzione piu importanti. L'olio del Cilento veniva trasportato via mare dal porto di Velia verso Roma e le altre citta costiere.

Il Medioevo: Monaci e Oliveti

Con la caduta dell'Impero Romano, l'olivicoltura subi un declino in molte aree d'Europa. Ma non nel Mediterraneo: nel sud Italia, i monaci basiliani (di tradizione greca) e poi i benedettini mantennero vivi gli oliveti.

I monasteri divennero centri di produzione agricola e di conservazione del sapere agronomico. Nel Cilento, la Certosa di Padula e l'Abbazia di Cava dei Tirreni amministravano vasti possedimenti olivicoli.

E in questo periodo che molti degli oliveti monumentali del Cilento vennero piantati o ampliati. Il lavoro dei monaci e dei contadini — costruire terrazze in pietra a secco sui pendii, piantare ulivi, curare il terreno — creo il paesaggio che vediamo ancora oggi.

Dal Rinascimento a Oggi

Nel Rinascimento l'olio torno a essere un prodotto commerciale importante. Le repubbliche marinare (Genova, Venezia, Amalfi) commerciavano olio in tutto il Mediterraneo.

Nel Settecento e Ottocento l'olivicoltura si modernizza: nuove tecniche di potatura, miglioramento delle varieta, frantoi piu efficienti. L'olio italiano — soprattutto pugliese, toscano e campano — diventa un prodotto d'esportazione.

Nel Novecento arriva la classificazione moderna:

  • 1960 — L'Unione Europea definisce le categorie di olio di oliva (extravergine, vergine, lampante, raffinato)
  • 1992 — Nasce il sistema DOP/IGP, che tutela le produzioni locali. L'olio "Cilento" e tra le denominazioni riconosciute
  • Oggi — L'Italia e il secondo produttore mondiale di olio d'oliva (dopo la Spagna) e il primo consumatore pro capite

L'Olio EVO nella Tradizione Cilentana Oggi

Nel Cilento l'olio non e solo un ingrediente: e il filo che collega la cucina di oggi a una tradizione millenaria. Lo si usa per condire, cuocere, conservare.

I nostri prodotti artigianali continuano questa tradizione. L'olio extravergine di oliva e presente come ingrediente fondamentale:

Scopri la collezione Sott'Olio e tutti i nostri prodotti.

Per gli usi pratici in cucina: Utilizzi dell'Olio EVO in Cucina

Ricetta: Acquasale Cilentana

L'acquasale e una delle preparazioni piu antiche del Cilento. Era il pasto dei contadini e dei pescatori: pane raffermo, acqua, olio e poco altro. Oggi e riscoperta come piatto della tradizione povera, semplice e buono.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 400g di pane casereccio raffermo (meglio se di 2-3 giorni)
  • 4 pomodorini maturi
  • 1 cipolla rossa piccola, affettata sottile
  • Olio EVO abbondante
  • Origano
  • Sale marino
  • Acqua fredda
  • 4-5 Pomodori Secchi Sott'Olio Minnelea (opzionale, per arricchire)
  • Olive nere (opzionale)

Procedimento

  1. Spezza il pane raffermo in pezzi grossolani e mettilo in una ciotola capiente
  2. Bagna con acqua fredda quanto basta per ammorbidirlo senza inzupparlo completamente
  3. Aggiungi i pomodorini tagliati a pezzetti e la cipolla affettata
  4. Se li usi, aggiungi i pomodori secchi sott'olio tagliati a pezzi e le olive
  5. Condisci con abbondante olio EVO, origano e sale
  6. Mescola e lascia riposare 10 minuti prima di servire
  7. Aggiungi un ultimo filo d'olio EVO a crudo

Tempo: 10 min + 10 min riposo | Porzioni: 4

Un piatto che racconta 2.500 anni di storia in una ciotola.

Domande Frequenti

Da dove viene l'olio di oliva originariamente?

Le prime tracce di coltivazione dell'olivo risalgono a circa 6.000 anni fa nell'area tra Siria, Palestina e Turchia. I Fenici diffusero la coltivazione lungo le coste del Mediterraneo. I Greci la portarono in Italia meridionale, compreso il Cilento, intorno al VI-VII secolo a.C.

Perche l'olio di oliva si chiama "oro verde"?

L'appellativo "oro verde" si riferisce al valore economico e culturale dell'olio di oliva nel Mediterraneo. Nell'antichita era un bene prezioso al pari dei metalli preziosi: serviva per alimentarsi, illuminare, commerciare. Il colore verde-dorato dell'olio appena franto completa la metafora.

Cosa significa "olio DOP Cilento"?

La DOP (Denominazione di Origine Protetta) "Cilento" e un riconoscimento dell'Unione Europea che certifica l'origine e il metodo di produzione dell'olio extravergine prodotto nell'area del Cilento. Le olive devono provenire da cultivar autoctone (tra cui la pisciottana) e la lavorazione deve avvenire nella zona geografica delimitata.

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